TaiJi Quan

“Elasticità sotto pressione” …. Questo ci chiede la vita oggi ed è ciò che impariamo praticando il TaiJi Quan.

La mente immersa nel corpo scopre nuove e più armoniose modalità di movimento e di quiete e il corpo, abbracciato dalla mente, impara a usare al meglio le proprie risorse per il mantenimento della salute; questo fa del Taiji un’eccellente forma di Qi Gong dinamico.

Il contesto didattico marziale ci apre all’esplorazione del conflitto come spazio condiviso di evoluzione e crescita personale.

La breve meditazione che conclude ogni lezione stabilizza gli effetti della pratica e ci abitua al contatto con la parte più profonda di noi stessi.

Il nostro metodo di pratica risale al Maestro Cheng Man Ching (1898 – 1975), uomo di ampia e profonda cultura, molto influenzato dalla tradizione taoista, esponente di grande rilievo della scuola Yang, che per primo insegnò pubblicamente il Tai Ji in occidente nei primi anni ’60.

Il Maestro Huang Xin Xian (1910 – 1992) raccolse e approfondì in forma originale il suo insegnamento soprattutto sotto l’aspetto dell’ allenamento dell’Intenzione (Yi) e dello sviluppo di un’autentica forza elastica (Jin) capace di trasmettersi efficacemente attraverso il corpo.

Patrick Kelly, per molti anni suo allievo diretto, decodificò tutto ciò traducendolo in un linguaggio e una didattica più comprensibili per il nostro pensiero. Nel suo percorso, modulato da diverse influenze spirituali (Taoista, Sufi, Induista) e dal confronto con maestri di TaiJi di altre scuole (In particolare Ma Yueh Liang, scuola Wu) si accentuò ulteriormente la finalità di sviluppo interiore della pratica taiji. Il suo metodo della “Mente profonda” costituisce dal 2001 la base della nostra pratica.