Il Dōjō

la storia

Dōjō in giapponese significa “luogo dove si pratica la Via”; un dōjō, quindi, non è una palestra nel senso che a questo termine diamo in Occidente, ma un luogo in cui si apprendono delle tecniche il cui fine è l’evoluzione personale del praticante verso un livello superiore di consapevolezza e di equilibrio fisico e psichico.

Lo studio delle tecniche è quindi visto come uno strumento, come un percorso verso un fine superiore ed il ruolo dell’insegnante è quello di fungere da guida in questo cammino.

Il dōjō Ithaki è attivo dal 1985 ed ha una lunga tradizione di lavoro in questo senso. Sui suoi tatami sono passati centinaia di allievi ed è stato visitato da alcuni grandi maestri giapponesi di arti marziali, tra cui Kazuihiko Kumai (Hoki Ryu) e Yukihiro Sugino (Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu). Allievi e insegnanti del dōjō continuano oggi questa tradizione consapevoli della sua nobiltà e della sua importanza, in uno spirito di amicizia, solidarietà e mutuo rispetto.

Le discipline attualmente praticate sono il kenjutsu Katori Shinto Ryu, il Taiji quan e lo Yoga.